Il decalogo del “pranzo in ufficio”

Vi ho preparato 10 consigli pratici che chiunque consumi il pranzo in ufficio potrà trovare utili.

Alcuni sono forse scontati, ma chi è alle prime armi può trarre vantaggio dall’esperienza dei veterani 🙂 


  1. ELIMINARE IL SUPERFLUO
  2. ADDIO AL COLTELLO
  3. CALDO O FREDDO?
  4. PREPARARE UNA CENA ABBONDANTE
  5. PROGRAMMARE I PASTI
  6. AVERE SEMPRE IN FRIGO O IN DISPENSA UN PAIO DI SALVAVITA
  7. AMICO CONGELATORE
  8. LA MINESTRA RISCALDATA
  9. IL CORREDO STANZIALE (cose dal lasciare in ufficio)
  10. L’ESTETICA E’ TUA AMICA

1 – Eliminare il superfluo.

Ripetete con me. Ancora. E ancora.
Questo deve diventare il mantra del pranzatore in ufficio.
“Non riempirò la mia lunchbox con quintali di scorza di cocomero.”
“Non mi porterò un tupperware pieno di gusci di vongole e poco altro.”
Eliminare il superfluo è una regola basilare, come nella vita così nella preparazione del pranzo in ufficio.
Amen.

2 – Addio al coltello.

Se c’è una cosa che apprezzo del cibo orientale, è l’abitudine di servire i pasti in modo che non ci sia bisogno di usare il coltello. Non che non sia capace di usarlo, ma volete mettere la comodità di trovare il cibo già porzionato in singoli bocconi? Soprattutto quando sei fuori casa, la domanda da farsi è: “si potrebbe mangiare con le bacchette?” Se la risposta è sì, siete a posto. A meno che non si tratti di una zuppa. In quel caso se la risposta è sì, beh, c’è qualcosa che non va.

3 – Caldo o freddo?

Non tutti hanno la fortuna di avere un angolo dell’ufficio dedicato alla pausa con microonde o scaldavivande. Ma non è un buon motivo per alimentarsi eclusivamente di insalate anche quando fuori il termometro segna -3°. Anzi, proprio quando fa freddo c’è uno strumento che corre in nostro aiuto: il termosifone. Non abbiate paura di usarlo.

4 – Preparare una cena abbondante.

Lo so, è un po’ come scoprire l’acqua calda. Ma a volte serve qualcuno che ci indichi l’ovvio. A me è servito. Cucinare una cena abbondante significa che avrete già pronto il pranzo del giorno dopo, oppure parte di esso. Se, per esempio, la sera preparo il riso per la cena, ne preparerò una porzione in più che utilizzerò a pranzo da accompagnare allo spezzatino di pollo, o per un’insalata di riso. A cena si mangia la pasta? Ottimo, ne cuocio 60 grammi in più che trasformerò in insalata per il giorno dopo. Risparmiando tempo e fatica.

5 – Programmare i pasti.

Questo è un capitolo che richiederebbe un approfondimento a sé (e infatti credo che lo farò).
Programmare i pasti è un’abitudine salutare, ottima per evitare gli sprechi di cibo facendo solo la spesa mirata, indispensabile per chi segue una dieta, rassicurante per chi vive con l’ansia del “oddio stasera che ci mangiamo?”. Utilissima anche per preparare in anticipo i pasti in un momento in cui si ha il tempo di farlo e non sovraccaricarci nei giorni in cui invece il tempo proprio ci è nemico.

6 – Avere sempre in frigo o in dispensa un paio di salvavita.

A proposito di tempo. A volte proprio non ce la si fa. Si hanno tutte le buone intenzioni, ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. In questi momenti in cui non riusciamo a sfruttare gli avanzi della cena né a preparare un pranzo anche semplice, i nostri migliori amici sono i cibi salvavita. Ovvero scatolame, salumi in vaschetta, formaggi spalmabili, cibi pronti. La mia personale triade salvavita è composta da:

  • ceci in scatola (porto in ufficio la confezione, elimino la salamoia in bagno, un pizzico di sale e via;
  • bresaola in vaschetta (infilo la vaschetta nella borsa insieme a un pacchetto di crackers e via);
  • robiola (vedi punto 2).

Certo che non sono pasti luculliani né particolarmente pensati, ma sempre meglio del digiuno.

7 – Amico congelatore.

Preparare i pasti quando hai tempo e metterli in congelatore è cosa buona e giusta, soprattutto se tra lavoro, figli, casa, interessi e socialità fai fatica a trovare un equilibrio (alzo la mano). Ricordati sempre di toglierli dal congelatore e metterli in frigorifero la sera prima.

8 – La minestra riscaldata.

Prepara una bella minestra di verdure, una passata, una vellutata per cena. Preparane in abbondanza così ne potrai tener da parte una porzione da consumare a pranzo. Accorgimento fondamentale: nella porzione per il pranzo non mettere riso o pasta già cotti: diventeranno enormi e mollicci quando riscaldati. Porta con te un pacchetto di grissini o di cracker da aggiungere alla zuppa un attimo prima di mangiarla.

9 – Il corredo stanziale.

Ci sono alcune cose che fa sempre comodo trovare in ufficio per evitare di portarsele avanti e in dietro ogni giorno. Lascia nel cassetto della scrivania le posate, qualche tovagliolo, un piatto (niente plastica usa e getta, mi raccomando: basterà sciacquare tutto nel lavandino del bagno). Per quanto riguarda i condimenti, è sempre bene averne a disposizione per evitare il rischio di rovesciamenti o rotture durante il trasporto. Per praticità è meglio tenere un piccola bottiglietta d’olio (al supermercato si trovano quelle da 25 ml, o anche in bustine – ma è preferibile limitare la plastica), un barattolino di sale. Quando mi capita di trovare i condimenti in monoporzione al ristorante o in alcune confezioni di insalate pronte, li metto da parte e li porto in ufficio.

10 – L’estetica è tua amica.

Diciamocelo: pranzare in ufficio non è certo la cosa più bella del mondo. Anzi. Proprio per questo ho capito che vale la pena fare un piccolo sforzo in più per rendere la pausa pranzo un momento meno deprimente e più gratificante. L’estetica in questo aiuta. Consumare un pasto ben fatto e ben assemblato toglie quella sensazione di rancio da caserma per restituirti un momento più a misura umana. Coccoliamoci un po’!

10 consigli pratici che chiunque consumi il pranzo in ufficio potrà trovare utili